Sinossi

Sinossi

Film Lupo Bianco

un film di Tony Gangitano

Noi facciamo parte di un mondo che sta cambiando. Tutto è gia iniziato. CARLO è un ragazzo di quattordici anni che vive a Vercelli. Apparentemente sereno e spensierato alla pari dei suoi coetanei, in realtà si trascina un fardello di sofferenza dal suo passato che ne ha segnato in maniera irreparabile l'infanzia: abbandonato a pochi giorni dalla nascita, trascorre i primi anni di vita all'interno di un orfanotrofio, un luogo oscuro dove lo attende qualcosa di strano: l'ombra di una mano nera che come un rovo di spine, lo avvinghia e lo trascina in un ventre nero di violenze di ogni genere, compresogli abusi sessuali.

Un sorvegliante dell'orfanotrofio gli svela che lui è l'ultimo di undici fratelli che purtroppo non potrà mai più conoscere, Carlo avverte sempre più il bisogno di creare legami nuovi, decide così di avvicinarsi in qualsiasi modo ai compagni d'istituto a lui più affini. Molti giorni scuri e dolorosi sono passati per lui quando finalmente dopo tutto quel dolore sembra arrivare uno spiraglio di luce in fondo al tunnel,quella luce è un distinto signore entrato nell'orfanotrofio pronto ad adottarlo, convinto di compiere questo gesto d'amore assoluto,proprio dopo aver notato l'enorme tristezza che traspare dallo sguardo di quel ragazzo; Carlo infatti è una maschera di dolore, ridotto pelle e ossa, con i lineamenti segnati dalle violenze subite.

Per Carlo tutto cambia o almeno così dovrebbe apparire malgrado l'inizio di quella fase meno angosciante nella lussuosa abitazione del distinto signore che con tutto il suo amore lo accoglie. Lui è un avvocato di prestigio che ha davvero a cuore la felicità di Carlo,che però non riesce a cancellare del tutto gli orrori a cui è stato costretto a subire da bambino. Allora lo stesso gli confida di averlo scelto in mezzo agli altri ragazzi perché nel suo sguardo traspariva una maggiore tristezza.

Ancora una volta però per Carlo arriva il vero bagliore di luce, proprio da "Levante". Un giorno, vagando per Vercelli come guidato da un richiamo spirituale, si ritrova davanti a un ristorante cinese, decide così di frequentarlo, tanto da rimanere affascinato dai costumi e dalle loro tradizioni che poco per volta impara a conoscere, a cominciare dai profumi della cucina, i colori sgargianti dei vestiti, il modo di apparecchiare i tavoli, i suoni della lingua e numerosi altri aspetti che caratterizzano una delle civiltà più antiche della storia. A tutto questo si aggiunge un incontro con un aiuto cuoco di nome JIN, subito sente che qualcosa li lega al di là delle differenze culturali: ed è proprio così perché come Carlo, Jin non ha mai conosciuto suo padre, ed è questa strana ma forte storia che contribuisce a far nascere fra i due un'amicizia profondissima.

Oltre a essere bravo in cucina, Jin è maestro di arti marziali e, vedendo Carlo molto interessato ai suoi racconti mentre prepara i piatti, decide di svelargli i segreti e la filosofia di questa antica disciplina. Perciò di tanto in tanto gli legge il Tao Te Ching, ossia il Libro della Via e della Virtù. In poco tempo, mosso da una radicata passione, Carlo apprende i movimenti straordinari del Kung Fu. Il rapporto fra loro si consolida sempre di più,come la roccia con le onde del mare, tanto che Jin decide di chiamare Carlo "Piccolo Fiume", lui sempre più affascinato ama quel nome ed insiste nel sapere, Jin lo guarda nel profondo degli occhi a sfiorare la sua anima e gli predice il futuro, anche perché aveva tutte le qualità per farlo essendo un grande maestro di saggezza orientale; inoltre, consapevole dei terribili trascorsi di Carlo e del suo inarrestabile desiderio di trovare i genitori naturali, gli assicura che un giorno li ritroverà attraverso quello che farà, insegnandogli che in verità mai nessuno muore veramente.

Un mattino Carlo si reca al ristorante, come di consueto, ma l'amara sorpresa è di non trovare il suo amico Jin;chiede al titolare che gli comunica la triste notizia che Carlo non si aspettava, cioè quella che il suo amico è andato via. Nello stesso tempo fa notare a Carlo che Jin ha lasciato in dono una scultura di carota fatta con le sue mani: si tratta di un albero inciso recante una fenice fra i rami, ed insieme un biglietto, dove c'è scritto che l'amicizia vera deve essere come la carota stessa, della quale apprezzi la bellezza però non cerchi di conservarla; una saggezza orientale che solo dopo molti anni Carlo riuscirà a coglierne il suo significato. Gli anni passano e Carlo, si impegna nell'intraprendere una classica carriera professionale all'occidentale, fino a diventare avvocato come il suo padre adottivo, ma non smettendo mai di coltivare l'amore per la filosofia orientale che lo trasportava con tutto se stesso in altri mondi.

Abbandonò l'attività forense a causa di un caso di pedofilia nei confronti di un uomo che lui fece assolvere e poi scoprì di essere invece il vero colpevole, intraprese numerosi viaggi in Oriente, e attraverso studi e sacrifici Carlo diventa un grande maestro di arti marziali, così come gli aveva predetto Jin, il suo amico che anche se per poco gli insegnò tanto. Grazie a questa disciplina, riesce finalmente a sanare le ferite della sua anima e decide di creare un'accademia con la quale trasmettere ad altri il suo sapere. Edifica, inoltre, un luogo sacro dedicato ai culti orientali, e alla cultura Occidentale, realizza la più grande pagoda cinese marmorea in Europa, che battezza "Tempio del cielo" e orna con un grande gong.

Un giorno mentre medita nella sua pagoda, accade qualcosa di struggente: il vento cambia, il cielo si oscura quasi a presagire qualcosa di funesto, sino a sentire alle sue spalle il gong suonare, quel suono lo bloccò, stupito da quanto successo, rimase impietrito quasi come trattenuto da mille braccia sino a sentire suonare il gong per la seconda volta. Dopo aver appurato di essere solo, e circondato solo da statue, che sembrano invitarlo ad andare via,appare sconvolto: non esita e si allontana a passo svelto, convinto che qualcosa di brutto stia per verificarsi, ha la sensazione di essere seguito e, corre sino ad arrivare a casa,si chiude la porta alle spalle e si porta subito alla finestra per controllare cosa succedeva fuori, però sempre attonito e tremante, un tremore causato un pò dalla paura ed un pò dalla curiosità di qualcosa di esageratamente incontrollabile. Ad un tratto un fulmine colpisce la finestra e lui appare terrorizzato, qualcosa accade ed attira la sua attenzione; abbassa lo sguardo e scorge una busta la raccoglie e rimane stranito ancor di più vedendo il contenuto: alcune sue vecchie foto, subito dall'oblio del tempo riaffiorano così i tormenti della sua infanzia. Angela, la sua compagna, pur non essendo vicina a lui riesce a percepire il suo dolore, fra i due esiste una potente connessione mentale e lei, sintonizzandosi sulla frequenza di lui, ha la capacità di riuscire a calmarlo. Una comunicazione "non verbale" un canale di accesso riservato solo a chi sa andare su quella frequenza, di informazioni presenti nel campo purico.

Carlo, provato dall'esperienza extrasensoriale e dai ricorsi, si addormenta sfinito in preda a tremendi pensieri. Durante il sonno fa due incubi in successione; nel primo: sogna il capodanno cinese, dove durante la celebrazione il mostro NIAN fa irruzione alla festa, sfidando il drago e il leone apparendo vincitore su di essi. Il secondo: attraversa un bosco scuro e completamente smarrito, si trova davanti ad un piccolo spiazzo dove c'è fra gli alberi una casetta in pietra abbandonata. Egli entra in una sala, all'interno di questa casetta si trova al centro una lastra di pietra, come un altare. Tutto è disadorno non c'è neppure una finestrella, niente, all'infuori di una donna anziana distesa da sembrare morta. Nonostante tutto Carlo si avvicina e all'improvviso questa donna spalanca i suoi occhi nerissimi, ed alzando leggermente la testa lo guarda fissandolo a distanza di pochi centimetri. Carlo si ritrova ancora una volta bloccato e terrorizzato da questa visione,finchè l'anziana donna, gli urla ripetutamente una strana parola "???I???", grida talmente forteda svegliarlo nel cuore della notte completamente sudato e, nella sua testa, ancora a occhi aperti risuona l'eco della parola da lei pronunciata: "???I???".

La sveglia fu da quel momento vicina, così lui si alzò impaziente di dare un senso a quanto vissuto, si reca presso il dipartimento di scienze storiche dell'Università, camminando lungo il corridoio del dipartimento legge una targhetta appesa alla porta di una docente di lingua copta. Dopo aver bussato, un'anziana professoressa, esperta di lingue antiche, lo fa accomodare nel suo ufficio. Carlo chiede il significato della parola "???I???", l'anziana professoressa lo traduce dal greco antico e con assoluta certezza gli svela il significato, Carlo rabbrividisce.

Quindi esce di corsa dall'Università, dimenticando il foglio con la traduzione sulla scrivania della professoressa. Tornato indietro, però, non vide più la targhetta sulla porta della professoressa che inizia a cercare disperatamente, lei era lì, eppure pare svanita nel nulla; Carlo, incontra un docente e gli chiede di non riuscire più a trovare l'ufficio della professoressa di lingua copta con la quale poco prima aveva dialogato. Il docente sorride e gli riferisce che da diversi anni ormai non si insegna più questa antica lingua e sono davvero poche le università che si occupano di questa materia. Sempre più spaesato e confuso, seguito da un forte intuito apre una porta ed entra nella stessa stanza, recupera comunque il foglio e lo porta via con sé. La sera del Capodanno cinese, il 26 gennaio, Carlo viene invitato dal suo amico HU per festeggiare insieme l'evento. Durante il banchetto, Hu lo chiama in disparte poiché deve parlargli; Carlo vede il viso di Hu un pò strano ma lo segue e lo ascolta preoccupato. Il messaggio che riceve è breve ma per lui un colpo tremendo: "Preparatevi al peggio, il virus presto sarà qui."

Stordito dalle parole del suo amico Hu, del quale non osa dubitare neanche per un istante,si affretta ad abbandonare il luogo dove si trovava. Da li a poco Carlo chiude la sua accademia e inizia a pregare tantissimo. Una sera, mentre canta il Padre Nostro in Aramaico, in un quadro alla sua sinistra si staglia dal nulla il muso di un LUPO BIANCO. Che cosa rappresenta? è l'alba di una delle più grandi tragedie dell'umanità e nessuno sembra in grado di evitarla. In Italia, come nel resto del mondo, come in uno scenario apocalittico, si diffonde un virus letale. Esplode l'eterna sfida fra bene e male, uno scontro fra forze opposte che condurrà tutti verso una nuova spiritualità: al centro del conflitto è Carlo, che subisce prove e tribolazioni, una missione che deve affrontare attraverso la forza del Lupo Bianco perchè qualcosa di terribilmente inaspettato emerge ... si spalancano le porte all'oscurità: dagli abissi marini, riemerge un millenario mostro leggendario cinesemolto feroce, il NIAN (portatore del virus altamente contagioso), che sembri avere un conto in sospeso con l'umanità. Carlo da buon guardiano, sarà chiamato a combattere con determinazione, anche a costo della vita. Sarà fondamentale trovare un nuovo equilibrio per scongiurare il ritorno del Covid-19. In corso è una titanica guerra spirituale e il lupo ha il compito di proteggere e guidare il messaggio verso la sua rivelazione: il mondo cambia, in continuazione, e noi ne facciamo parte.

Il Covid-19 colpirà ancora? No! arriverà dell'altro. L'uomo non ascolta e non placa la sua anima irrequieta, il Covid-19 è stato solo un test. Un thriller con un linguaggio universale, che unirà due mondi: l'Oriente con l'Occidente e che ci accompagnerà attraverso i grandi interrogativi dell'esistenza! E il Lupo Bianco ne è la sentinella vigilante!